Un viaggio nei quartieri di Milano – parte uno

Noi di UniMilano abbiamo deciso di far conoscere meglio la nostra amata città ai nostri cari inquilini. Quale miglior modo se non una pratica guida suddivisa per quartieri?

Milano è tante cose, sicuramente la capitale italiana della moda e della finanza italiana, la città per eccellenza del design Internazionale, la città per antonomasia dell’aperitivo.

Allora non perdiamo tempo, allacciamo le cinture e andiamo alla scoperta di questa città e dei suoi quartieri più rappresentativi dove potrai vivere la tua esperienza milanese.

I primi che vi presentiamo sono Paolo Sarpi e Isola!

Isola

Può un quartiere essere rivoluzionato, dalla testa ai piedi, in meno di cinquant’anni? La risposta è affermativa e la dimostrazione fattuale di tutto questo è il quartiere Isola. Quest’area trae il proprio nome dal fatto che è “isolata” dai binari della ferrovia dal resto della città.

Oltre ad essere isolata dai binari, il quartiere in passato si è anche “costruito” un proprio isolamento, che gli ha permesso di avere una forte identità, fatta di un passato industriale e artigianale.

Oggi invece Isola è parte di uno splendido contrasto con le nuove architetture green e avveniristiche dell’adiacente quartiere di Porta Nuova. Quest’area è stato oggetto di una profonda riqualificazione avviata dai primi anni 2000 ed è figlia dell’Urbanistica “Tattica” che ha visto piazze arricchite da tavoli, panchine, fioriere, la nascita di aree pedonali che ha reso il quartiere più accogliente, vivibile ed esteticamente molto piacevole e frizzante.

In questo percorso di cambiamento radicale, il contributo degli abitanti della zona ha avuto un peso specifico importante. I residenti, i giovani creativi hanno abbracciato il progetto diventando protagonisti del cambiamento del quartiere, che è ora diventato un “melting-pot” fatto di bar, caffè, associazioni, mercati ma conserva ancora la sua anima di quartiere.

Il Bosco Verticale

Proprio ai margini del quartiere Isola, sorge uno dei capolavori architettonici del secolo, il Bosco Verticale, un complesso pluripremiato progettato e realizzato dal prestigioso “Studio Boeri” nel 2014. Ciò che rende questa costruzione unica è la presenza di più di duemila specie di arbusti e alberi con una ragione chiara, incrementare la biodiversità vegetale, le piante che cambiano colore seguendo il ritmo della natura. Questo ambizioso progetto di “riforestazione metropolitana” rappresenta la concreta dimostrazione che Milano procede spedita verso la sostenibilità, l’innovazione e la biodiversità.

Via Paolo Sarpi

Quando si parla di Via Paolo Sarpi, il pensiero vola immediatamente alla Chinatown milanese, la seconda più grande in Europa dopo Parigi, situata nella zona nord-ovest della città. Via Sarpi è la principale arteria pedonale del quartiere e la più lunga della città (circa 1 Km.)

La nascita della Chinatown del capoluogo lombardo ha origine negli anni ’20 del Novecento con le prime emigrazioni di numerosi cinesi dalla regione dello Zhejiang. Nel quartiere, i primi emigranti erano dediti alla lavorazione della seta, arricchendo quindi la varietà produttiva del luogo, noto sino a quel momento come borgh di scigulatt (borgo dei produttori di cipolle o borgo degli ortolani), la zona era ancora rurale con numerose cascine con produzione di frutta, ortaggi e verdura.

Quest’area ha una lunga storia di integrazione, infatti tra le tradizionali case di ringhiera e grandi edifici ottocenteschi, con cortili e laboratori, la Chinatown milanese è perfettamente inserita nella vita e nella cultura della città pur custodendo i colori, i profumi e i negozi tipicamente orientali che donano ulteriore fascino a questo quartiere della “Vecchia Milano”.

Via Sarpi, tra il 2010 e il 2011, è stata interessata da un profondo intervento di riqualificazione urbana, che ha portato all’introduzione della pavimentazione stradale, rendendola un’elegante strada pedonale, arricchita da aiuole ed alberi.

Tutto ciò l’ha portata a diventare la Street Food etnica per eccellenza di Milano, in una successione sorprendente di gusti e tendenze attraverso la presenza di un brulicare di locali, che richiamano giornalmente milanesi e turisti stranieri, attratti dalla vivacità del luogo e dai numerosi posti dove acquistare cibo e mangiarlo mentre si passeggia e tutto ciò rappresenta un’indubbia conferma dell’internazionalizzazione del capoluogo lombardo

Per essere “Goliardici” si ha la sensazione che in Paolo Sarpi, sia stata data carta bianca a uno “scienziato pazzo” del cibo di poter mangiare tutto ciò che si vuole.

Sebbene la comunità cinese resti l’anima portante di questa zona, negli ultimi anni la vivacità di un quartiere popolare e molto centrale al tempo stesso ha attirato l’attenzione di molti nuovi abitanti, soprattutto giovani portando a diventare la Chinatown milanese uno dei quartieri più di tendenza nel cuore della città.

 

Il Cimitero Monumentale

Tra i luoghi da non perdere, in quest’area di Milano, non vi può sfuggire uno straordinario museo all’aperto, rappresentato dal Cimitero Monumentale, un luogo maestoso per le sue dimensioni (250 mila metri quadrati) e per l’arte scultorea del Novecento contenuta.

Commette un errore imperdonabile chi pensa che questo cimitero sia un luogo lugubre, si rivela infatti come uno spazio piacevole da visitare, che invita al ricordo di chi ci ha preceduti e ricco di dettagli artistici interessanti che ne fanno un’oasi di cultura, pace e riflessione.

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