Affitti a Milano da gennaio 2024

Affitti in aumento dell’1,9% a gennaio a Milano. Milano è la città con gli affitti più cari d’Italia. A gennaio, i prezzi degli affitti a Milano continuano a salire, registrando un incremento mensile dell’1,9%, portando il prezzo al metro quadro a 12,8 euro al mese. Rispetto all’anno precedente, si osserva un significativo aumento delle richieste dei proprietari pari al 14,6%, come indicato nell’ultimo rapporto sui prezzi delle locazioni pubblicato da idealista, il portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia.

Regioni:

La tendenza al rialzo dei canoni di affitto si è manifestata in tutte le regioni italiane, ad eccezione di Basilicata (-2,6%), Valle d’Aosta (-2,4%), Calabria (-2%) e Piemonte (-0,3%).
I maggiori incrementi sono stati osservati in Molise (3,8%), Trentino-Alto Adige (3,6%), e Lombardia (con un aumento del 3,5%), superando così la media nazionale dell’1,9%.
Anche in Sardegna (2,8%), Veneto (2,7%), Campania (2,6%) ed Emilia-Romagna (2,5%) si sono registrati aumenti superiori alla media. Il resto delle regioni ha evidenziato incrementi che variano dall’1,6% del Lazio allo 0,1% delle Marche.
In termini di prezzi, la Lombardia si conferma come la regione con i canoni di locazione più elevati con 18,5 euro al metro quadro, seguita immediatamente dalla Valle d’Aosta con 18,7 euro/m2. Richieste superiori alla media nazionale di 12,8 euro al mese si osservano anche in Toscana (16,8 euro/m2), Trentino-Alto Adige (14,5 euro/m2) ed Emilia-Romagna (13,6 euro/m2). Negli altri territori, i prezzi variano dai 12,3 euro al mese del Lazio ai 6,3 euro del Molise, posizionando quest’ultimo come la regione con le locazioni più accessibili in Italia.

Province:

Prevalenza di aumenti nella maggior parte delle 104 province monitorate da idealista, tra cui spiccano quelli a doppia cifra di Vercelli (17,4%) e Rimini (10,8%). Trentatré aree hanno mostrato incrementi superiori alla media nazionale dell’1,9%, con variazioni che spaziano dal 7,5% di Foggia al 2% di Parma. Al contrario, i cali più marcati si sono concentrati a Fermo (-10,5%), Rovigo (-6,9%), Grosseto (-6,5%), Benevento (-5,6%) e Reggio Calabria (-5,1%). Altri decrementi coinvolgono 30 province, con variazioni che spaziano dal 5% registrato a Massa Carrara al più modesto ribasso riscontrato a Taranto, Novara e Ancona (-0,1% ognuna delle tre province).
Per quanto riguarda i prezzi medi dei canoni di affitto provinciali, Milano spicca come l’area più costosa, con 22,3 euro al metro quadro. Seguono da vicino Belluno (27,7 euro/m2), Rimini (22,5 euro/m2), e Lucca (28 euro/m2), tutte con canoni superiori ai 20 euro mensili. Le restanti 100 province presentano prezzi che variano dai 19,3 euro mensili di Firenze ai 4,5 euro di Enna, la provincia con i canoni di locazione più accessibili in Italia.

Capoluoghi:

Anche nei capoluoghi di provincia, l’andamento positivo è stato confermato nell’80% dei centri monitorati (68 città con un campione statistico rappresentativo). Le migliori performance sono state osservate a Siena (con un aumento del 6,1%), Trento e Latina (entrambe con un incremento del 5,1%), Lecco (con un aumento del 4,8%) e Napoli (con un incremento del 5,4%). Al contrario, si sono registrati cali più significativi a Modena (-4,4%), Pisa (-4,2%) e Pavia (-3,9%).
Dopo un ulteriore aumento del prezzo di richiesta del 2,9% nell’ultimo mese, Milano ha raggiunto il suo picco storico, con un prezzo medio di affitto che ha raggiunto i 23,6 euro al metro quadro, confermando così la sua posizione come la città con gli affitti più alti d’Italia. A seguire, troviamo Venezia (con 18,1 euro/m2), Bologna (con 16,8 euro/m2), Bolzano (con 15,3 euro/m2) e Roma (con 15,1 euro/m2). Al contrario, il capoluogo più conveniente risulta essere Caltanissetta (con 4,7 euro/m2), seguito da Vibo Valentia (con 5 euro/m2) e Reggio Calabria (con 5,5 euro/m2).

Perché conviene affittare a studenti universitari?

Studenti universitari, perché affittare a loro?

In una città universitaria come Milano è comune trovare costantemente studenti a caccia di alloggi per il loro anno scolastico.

Chi come fuori sede o chi per semplice comodità, sono sempre alla ricerca di  camere o appartamenti in cui poter soggiornare il tempo necessario fra studio, lezioni e, perché no, anche un po’ di movida meneghina.

Per questo lo Stato ha deciso di fornire vantaggi sia per il locatore che per il conduttore, disciplinando il contratto in maniera tale che sia favorevole in entrambi i casi. 

Quindi quale contratto bisogna usare? Quali sono le tassazioni? E soprattutto perché conviene?

Contratto di affitto per Studenti: Come funziona?

Si tratta di un contratto di natura transitoria dove il locatore (il proprietario) permette a uno o più conduttori (i nostri studenti universitari) di alloggiare nella sua abitazione.

N.B. Il Conduttore sarà sì lo studente ma il contratto può essere firmato anche da uno o entrambi i genitori, in modo da avere maggiori garanzie.

Quali sono i requisiti?

  • lo studente dovrà avere la residenza in un comune diverso rispetto a quello in cui si prende in locazione un immobile (i dettagli devono essere inseriti all’interno del contratto);
  • il comune dove è ubicato l’immobile deve coincidere con quello in cui è presente l’università a cui lo studente è iscritto o lo studente dovrà risiedere in uno dei comuni limitrofi.

All’interno del contratto sarà necessario che siano presenti i seguenti elementi:

  • le generalità del locatore e del/dei conduttori;
  • l’ubicazione dell’immobile;
  • l’importo del canone;
  • la durata del contratto;
  • come verrà effettuato il pagamento del canone;

E ora la fatidica domanda… perché conviene?

Il contratto stipulato è quello di affitto transitorio a canone concordato che permette di accedere a delle agevolazioni fiscali e avvalersi della cedolare secca con aliquota al 10%.

Per il proprietario gli altri vantaggi sono:

  • il reddito imponibile che è ridotto del 30%;
  • l’aliquota IMU che è ridotta del 75%.

Per gli studenti fuori sede poi è possibile accedere a delle agevolazioni fiscali. 

Per quanto riguarda la durata, il contratto di affitto di questo tipo permette di vincolare l’immobile per periodi minori, mentre lo studente si vincola solo per il periodo di studio.

Tasse e regole per il contratto di locazione per studenti

Il canone di locazione sarà stabilito in base a dei criteri come la collocazione geografica dell’immobile, la durata del contratto d’affitto e altre potenziali clausole  quali arredo, classe energetica, ecc…

Il pagamento del canone di locazione può avvenire in contanti o in qualsiasi modo le parti preferiscano.

La ripartizione delle spese segue il principio dell’affitto ordinario. Il conduttore dovrà sostenere le spese di carattere ordinario (utenze, manutenzione ordinaria), mentre il locatore dovrà sostenere tutte quelle spese che hanno carattere straordinario come il rifacimento di impianti o di parti dell’abitazione. 

Le parti possono accordarsi anche a livello contrattuale su come procedere alla suddivisione delle spese.

Registrazione del contratto di affitto per studenti universitari

contratti di locazione di durata superiore a 30 giorni devono essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate. Il contratto deve essere redatto tramite un modello previsto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

A partire dalla stipula del contratto, il proprietario dell’abitazione avrà 30 giorni per registrare il contratto e sarà necessario:

  • essere in possesso di due copie del contratto;
  • sostenere il pagamento di una marca da bollo con importo pari a 16€ per ogni 4 pagine del contratto;
  • effettuare il pagamento dell’imposta di registro con aliquota pari al 2% del canone di locazione annuo.

Durata del contratto e sublocazione

Lo studente universitario non ha di certo bisogno di soggiornare per un così lungo periodo, e il contratto può essere rinnovato di anno in anno, a discrezione del proprietario. 

Può avere durata minima di sei mesi e durare fino ad un massimo di 3 anni (tempistiche previste dalla legge).

Il locatore può stipulare un contratto che tenga conto di queste due durate.

Se il proprietario dell’abitazione decidesse di stabilire una clausola per allungare o diminuire le durate rispetto a quanto stabilito per legge, il contratto sarebbe considerato nullo.

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Deposito cauzionale d’affitto: come e perché serve

Il deposito cauzionale d’affitto è una somma di denaro che viene richiesta dal locatore al momento della stipula del contratto di affitto, come tutela da eventuali inadempimenti del conduttore.

Perché richiedere il deposito cauzionale agli ospiti

La motivazione è semplice: come detto sopra, il deposito serve come forma di garanzia per il proprietario e come cuscinetto economico per il conduttore.

Se da un lato il locatore può tirare sospiri di sollievo nel caso il proprio conduttore incappi in problematiche economiche; così l’affittuario, avendo in precedenza versato il deposito cauzionale, ha un paracadute.

Nel caso in cui ci siano ulteriori spese da sostenere inerenti all’appartamento o alla camera, quali imbiancatura o danni, il locatore può trattenere una parte o l’intero importo della cauzione a fronte delle spese in questione.

Se, nel nostro caso, la camera è consegnata imbiancata e in una condizione ottimale, la stessa deve essere restituita nella pari situazione, in caso contrario una somma verrà trattenuta.

Come funziona il rimborso della cauzione?

Anche questo è presto detto!
Elaboriamo il rimborso del deposito cauzionale circa 15/20 giorni lavorativi da conteggiare a partire dal primo giorno utile dopo la chiusura del contratto. 
Si tratta di un dovere da parte di ogni proprietario e un eventuale ritardo comporterà sicuramente un riscontro negativo sia sulle piattaforma social che a livello di passaparola.
 
Trattenere il deposito cauzionale senza giusta causa è un illecito, ed è punibile legislalmente. 

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